Mafia. minacce a Schifani per suo impegno politico istituzionale

“Le iniziative legislative del presidente Schifani contro le mafie hanno caratterizzato il suo impegno politico e istituzionale. Non stupisce, ma preoccupa, la reazione della malavita che trova in uomini come Schifani il vero ostacolo alle proprie attività. La solidarietà a lui contiene la conferma della condivisione e della partecipazione alle sue battaglie civili, che sono certa proseguiranno con lo stesso vigore”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice Simona Vicari.

Imprese. Export è risorsa per Italia. Puntare su made in Italy e tutela brevetti

 

“L’export rappresenta la risorsa a cui deve guardare il nostro Paese. Oggi sono tante le piccole e medie imprese che sopravvivono puntando sul made in Italy e sulle produzioni di qualità che sono molto apprezzate a livello internazionale. Purtroppo spesso sono costretta a notare la mancanza di consapevolezza da parte del nostro Paese ed invece è tempo di invertire la tendenza”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice Simona Vicari, nel corso dell’inaugurazione della mostra “100% original design” nella sede del Museo Maxxi di Roma.

“La creatività italiana rappresenta il più grande patrimonio che abbiamo e che apprezzano all’estero – continua il sottosegretario. E per questo dobbiamo alzare l’attenzione sulla tutela della proprietà industriale: solo un’innovazione tutelata, infatti, può generare quella grande ricchezza capace di far progredire l’economia e l’intera società. Tutela che non è solo a favore degli industriali ma anche dei consumatori stessi, che dobbiamo informare sui rischi economici e soprattutto alla salute dall’acquisto di un prodotto contraffatto”.

“Secondo un nostro recente studio – spiega l’esponente di governo – condotto con la fondazione CENSIS l’impatto, sull’economia nazionale, del mercato del falso – stimato pari a 6,5 miliardi di euro – è pesantissimo. Infatti, se i prodotti contraffatti fossero realizzati e commercializzati sul mercato legale si avrebbero 17,7 miliardi di euro di produzione aggiuntiva, con conseguenti 6,4 miliardi di valore aggiunto, e la produzione legale delle merci assorbirebbe 105mila lavoratori regolari occupati a tempo pieno.”.

“Il governo ed in particolare il ministero dello Sviluppo economico attraverso il Cnac (Consiglio Nazionale Anticontraffazione) che ho l’onore di presiedere sta facendo molto nel senso di tutelare i brevetti attraverso l’erogazione di incentivi ma anche di campagne di comunicazione adeguate. L’impegno dell’Esecutivo è quindi massimo nella consapevolezza appunto che proprietà industriale, tutela del made in Italy, export e rilancio della nostra economia sono strettamente legati” conclude il sottosegretario Vicari.

IMPRESE. GIOVANI NON GUARDINO A POSTO PUBBLICO. PMI E MADE IN ITALY CENTRALI PER CRESCITA

“Il made in Italy rappresenta la grande opportunità per le nostre imprese per crescere. E’ la nostra porta aperta sul mondo, un marchio riconosciuto all’estero di cui dobbiamo essere anche noi consapevoli. Da qui dobbiamo ripartire”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice Simona Vicari, nel corso di un convegno a Lentini.
“Ai giovani dico – spiega il sottosegretario – che il posto pubblico non può essere la prospettiva. Dobbiamo investire sulla grande qualità del made in Italy. Le imprese italiane che realizzano prodotti di qualità non solo hanno bilanci in attivo, ma creano nuova occupazione. E l’autoimprenditorialità si sta dimostrando uno strumento molto dinamico con 7mila domande all’anno”.
“Infatti, sono sempre più numerose – continua l’esponente di governo – le giovani micro e piccole imprese, anche in forma di auto impiego, che nascono nonostante la crisi. Al Nord, ad esempio in Lombardia, tra il secondo e terzo trimestre del 2014 si è a passati da circa 60mila a 80mila; al Centro nel Lazio da 40mila ad oltre 50mila; ed infine al Sud, in Campania, da 50mila a quasi 70mila imprese. In Sicilia questa crescita è ancora più evidente, da 40mila aziende siamo passati ad oltre 50mila con Palermo in testa a quasi 12 mila aziende seguita da Catania ad oltre 10mila. Si tratta di aziende anche altamente innovative, come proprio a Catania dove un’impresa, sostenuta dalla misura agevolativa del Ministero dello Sviluppo Economico Smart ” Start, produce dalla cellulosa estratta dagli scarti degli agrumi tessuti in grado di rilasciare vitamina C sulla pelle”.
“Il governo sta sostenendo questo processo attraverso una serie di misure come il decreto legislativo sull’autoimpiego gestito da Invitalia o il progetto “Smart ” Start” a favore dei progetti imprenditoriali a carattere fortemente innovativo. Inoltre nel decreto Sblocca Italia sono previste misure per ampliare il numero delle imprese, in particolare PMI, che operano nel mercato globale, mentre nella legge Stabilità 2015 è previsto un credito d’imposta per gli investimenti in ricerca. Bisogna, quindi, continuare lungo questa strada tracciata, nella convinzione che l’Italia potrà tornare a crescere soltanto credendo nel proprio talento, nell’innovazione e soprattutto nella sua capacità di fare impresa”, conclude il sottosegretario Vicari.

CALABRIA: “QUI MADE IN ITALY CHIAVE DI VOLTA PER IL FUTURO” REGGIO CALABRIA”

“In Calabria ho trovato la conferma che la chiave di volta del futuro dell’ Italia e’ rappresentata dal made in Italy. Il brand italiano ha un grande valore ed e’ richiesto soprattutto all’ estero. Occorre divenire consapevoli
delle eccellenze che possediamo, anche al meridione, mettere a
sistema le realta’ positive del nostro Paese e dimostrare
l’ esistenza del ‘ genio italiano’ dalle molteplici capacita'”. Lo
ha detto il sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari,
incontrando gli industriali nella sede di Confindustria a Reggio
Calabria alla presenza, tra gli altri, del vicepresidente di
Confindustria di Reggio Valerio Berti, del presidente di Piccola
Industria Ninni Tramontana, del presidente dell’ Ance Francesco
Siclari, del candidato alla Presidenza della Regione Calabria per
“Alternativa Popolare” Nico D’ Ascola e di una rappresentanza del
direttivo dell’ associazione degli industriali reggini. “Oggi a
Reggio Calabria – ha dichiarato Simona Vicari – ho conosciuto
realta’ straordinarie: aziende all’ avanguardia e innovative, molte
delle quali portano all’ estero gran parte del loro prodotto. Nella
maggior parte dei casi – ha continuato – sono attivita’ rilanciate
senza il supporto dei contributi pubblici. Queste aziende fanno
parte delle eccellenze del prodotto italiano e vanno tutelate,
difese dalla contraffazione e sostenute.

Speciale energia: Upstream, sottosegretario Vicari fa il punto sul Canale di Sicilia

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Roma, 13 nov – (Nova) – Lo sviluppo della produzione di idrocarburi “non deve e non puo’ avvenire se non in modo sostenibile con un’ attenzione elevatissima alla tutela dell’ ambiente e alla sicurezza”. Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari, in riferimento alle notizie di possibili referendum consultivi nei territori rivieraschi del Canale di Sicilia. Lo riferisce un comunicato del Mise. “Il Governo ha riaffermato da ultimo questo concetto proprio nello Sblocca Italia”, spiega il sottosegretario in riferimento al trasferimento allo Stato della competenza in materia di Via. “Questo permettera’ di riportare la materia su un piano tecnico uniforme ed altamente qualificato (gli esperti nazionali della commissione Via) mantenendo comunque inalterata la funzione concorrente delle Regioni e la partecipazione degli enti locali al procedimento”, ha continuato Vicari. Inoltre
l’ esponente di governo ha evidenziato come sempre nello Sblocca Italia sia stata prevista “la destinazione ai territori in cui si svolgono le attivita’ petrolifere e a quelli costieri prospicienti le attivita’ offshore di una parte rilevante delle royalties provenienti dalle attivita’ petrolifere a mare, al fine di massimizzare i benefici sul territorio”. “Nel delicato contesto internazionale dobbiamo far leva sulle potenzialita’ energetiche dell’ Italia anche in materia estrattiva per ridurre la pericolosa dipendenza energetica del nostro Paese (ben 55 miliardi di Euro nel 2013, pari al 3,6 per cento del pil) e – continua il Sottosegretario – il Canale di Sicilia gioca gia’ oggi un ruolo fondamentale, che nel futuro sara’ ancora piu’ cruciale con almeno di 2,3 miliardi di investimenti previsti
nell’ area”.
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