Terziario traino del paese, uniformiamo regole per pubblico e privato

“Il Governo è consapevole dell’importanza dei servizi terziari che rappresentano più della metà del nostro Pil. Quella italiana è una società “terziarizzata” con riflessi positivi sui dati occupazionali. È logico che un confronto costante col mondo delle imprese sia una priorità del Ministero dello Sviluppo Economico specialmente se guardiamo alle potenzialità di un settore, come quello dei servizi, che non solo ha retto alla crisi ma ha fatto da traino all’aumento dell’occupazione. Un tavolo permanente, visto il costante impegno del Governo, è una buona idea anche se nei fatti già c’è” è quanto ha dichiarato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari al convegno Fise Confindustria. “Lavoriamo per dare non solo regole certe a questo settore ma soprattutto regole uniformi e valide per tutti. Spesso le imprese private hanno difficoltà ad affacciarsi a questo mondo proprio per la disparità di trattamento tra pubblico e privato. Il lavoro del Governo è proprio in questo senso” ha aggiunto l’esponente di Governo.

Prima che economiche e politiche le liberalizzazioni sono riforme culturali

“L’attenzione del Governo e del Ministero dello Sviluppo Economico verso le esigenze e le tutele del consumatore è massima e il varo del DDL concorrenza è la dimostrazione di come questo esecutivo lavori per rendere il consumatore competitivo in un panorama di mercato trasparente” è quanto ha dichiarato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari durante il convegno “Consumatori smart, sogno o realtà?” organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-COM) in occasione della presentazione. Sulle liberalizzazioni l’esponente di governo ha aggiunto “prima che economiche e politiche sono riforme culturali”.

Migranti: la Sicilia non può supplire alle mancanze della Ue

“L’Italia aderisce ai trattati internazionali, sarebbe impensabile fronteggiare l’emergenza dei migranti con atti unilaterali senza il coinvolgimento delle istituzioni che, come noi, aderiscono a questo accordi. Certo è che ogni speculazione politica su queste tragedie andrebbe evitata. L’Unione Europea fino ad oggi ha fatto molto poco e non può permettersi di stare alla finestra: la Sicilia non può certo farsi carico di tutto ciò che l’Europa, fino ad oggi, non ha voluto o saputo fare” così il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari a SkyTg24.

ACCREDIA: Serve riconoscimento certificazioni dal mercato

“La semplificazione amministrativa rappresenta un fattore chiave per eliminare vincoli e liberare risorse per lo sviluppo del tessuto socio-economico, la competitività delle imprese e il benessere dei cittadini e la certificazione è senz’altro un valido strumento di semplificazione. Negli ultimi anni già molto è stato fatto ma bisogna andare avanti. Un modello positivo che già esiste è quello di FALSTAFF dell’Agenzia delle dogane al quale il Ministero dello Sviluppo ha contribuito in maniera fondamentale. Le imprese importatrici dai paesi terzi che abbiano superato i controlli senza alcuna difficoltà, vengono inserite in una sezione della banca dati FALSTAFF in modo da snellire numero e frequenza dei controlli. Sulla base di questo modello vogliamo enfatizzare il ruolo di indirizzo delle amministrazioni centrali e delocalizzare sui territori la funzione di vigilanza con indubbi vantaggi in termini di tempistica e logistica per le imprese
Inoltre i riconoscimenti volontari di qualità nei maggiori settori produttivi italiani (tessile, alimentare, conciario, manifatturiero in genere etc), potranno far emergere un chiaro quadro di riferimento standardizzato che può trovare proprio in Accredia la sede certificativa: un vero e proprio sistema “Italian Style” è quanto ha dichiarato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari durante il seminario “Qualità, Ambiente, Sicurezza: La certificazione come strumento di semplificazione amministrativa” organizzata da Accredia Censis.
“Quanto alle certificazioni” secondo il Sottosegretario Vicari, “quelle su base volontaria rappresentano una opportunità e un importante investimento che le imprese fanno su se stesse mentre per quelle obbligatorie sarebbe auspicabile un abbattimento significativo dei costi”.