PROFESSIONISTI, VICARI: GRAZIE AD AP GOVERNO HA CAMBIATO MENTALITA’

Oggi ho partecipato a Palermo al Congresso nazionale dell’ordine degli ingegneri ed ho ricordato a questa platea i molti impegni (e qualche successo, lasciatemelo dire) del lavoro svolto negli anni scorsi al Ministero dello Sviluppo Economico a favore del mondo delle partite iva.

Il tavolo sulla competitività delle libere professioni, avviato su mia iniziativa l’anno scorso al MiSE è stato, infatti, fin da subito fautore della necessità dell’equiparazione dei professionisti alle imprese per l’accesso ai fondi.

Ritenevo una follia che chi contribuiva, come i professionisti italiani, al 12,5% del Pil nazionale, non fosse considerato a tutti gli effetti “impresa”. Grazie alla spinta propulsiva di quel tavolo abbiamo ottenuto con la Legge di Stabilità 2016 un risultato storico: l’estensione dell’accesso ai fondi strutturali europei 2014-2020, circa 80 miliardi di euro, anche per i liberi professionisti.

E’ stato un primo segnale politico che però ha rappresentato, grazie alle idee di Area Popolare da sempre vicina alle istanze dei professionisti, una pietra miliare nel cambiamento di una mentalità nel  concepire il mondo dell’impresa

In un mondo che evolve sempre più rapidamente rispetto al passato  per l’ingegneria moderna è diventata sempre più importante la tempestività nei tempi programmati per l’esecuzione dell’opera.

Il ruolo giocato dal professionista-ingegnere è, per il Mit, assolutamente cruciale. Ora, per rafforzare questo rapporto, occorre  che i docenti universitari che partecipano al Consiglio superiore dei lavori pubblici siano indicati dall’Ordine. Solo così sarà possibile potenziare le sinergia tra lo Stato ‘programmatore’ e i progettisti del mondo accademico.

Con Smart cities 10 punti di Pil in più. Meglio rigenerare quanto già costruito

Oggi ho partecipato alla XIX Conferenza nazionale della Società italiana di urbanistica, a Catania.
La città si costruisce sul costruito, la mia opinione.
La rigenerazione delle aree urbane, infatti, disegna il futuro sfruttando e migliorando quanto è stato costruito. La prima, imprescindibile azione, sia in termini di sostenibilità che di riduzione dei costi, è proprio quella di riqualificare ciò che già esiste e potenziare le aree urbane sotto un punto di vista infrastrutturale e di mobilità, sfruttando al meglio gli spazi pubblici.
Un investimento di 3 punti di PIL ogni anno in questo settore, da qui al 2030, produrrebbe un valore pari a 10 punti di PIL. Non possiamo più permetterci, dunque, di rimanere a guardare.
Il Governo, ho ricordato, è interessato a ricevere le proposte e le soluzioni che emergeranno da questa conferenza per predisporre una bozza di agenda urbana e territoriale.
L’urbanistica tradizionale dava enfasi al problema della casa, metteva in evidenza l’importanza delle aree centrali e storiche. Oggi le città sono diventate realtà “metaboliche” che devono essere capaci non solo di “digerire” gli effetti di queste profonde mutazioni ed esigenze intervenute nel corso degli anni, ma soprattutto di mettere a sistema le diverse componenti e risorse per produrre un nuovo ecosistema insediativo più creativo, intelligente e sostenibile

Non voglio credere che dietro gli incendi ci siano i forestali. Avviata stima danni: stop tasse per imprese

Non voglio credere ci sia la mano dei forestali negli incendi. Sono certa le autorità competenti sapranno individuare i responsabili ma molti indizi vanno in questa direzione.

Si dovrà essere duri contro i colpevoli. Una vergogna. Vanno individuati in tempi rapidi questi nemici della Sicilia, vanno trovati e puniti in modo esemplare.

Chiedo ai forestali di collaborare. La stragrande maggioranza è composta da lavoratori seri ed attaccati alla loro terra. Si individuino le male marce, i nemici della Sicilia che sono attigui alla criminalità organizzata. Il contributo e la collaborazione della parte sana è fondamentale per conoscere la verità.
Nel frattempo, grazie anche al Ministro Alfano, in Prefettura si è avviato un lavoro prezioso che ci consentirà di valutare i danni. Il contributo delle autorità locali sarà indispensabile.

Chiederò al Ministero competente, e abbiamo il dovere come Governo di valutare, la sospensione delle tasse per le imprese che hanno subito danni. Il modello adottato per le alluvioni nel modenese e nel beneventano può e deve essere esteso – nei limiti delle norme – a questa parte di Sicilia. Anche per chi ha subito danni alle case si dovranno valutare misure fiscali.

Non si può tacere, bruciare la propria terra non può essere un affare

Non si può tacere, bruciare la propria terra non può essere un affare.

Al lavoro per stima danno e soluzioni.

Complicato augurare la buona giornata con lo sgomento che si prova.
Uno sgomento che ci sorprende ogni anno, puntualmente, a cui non possiamo essere impotenti. Inermi.
Bruciare la propria terra è come dare fuoco alla propria madre. Un crimine da cui non riusciamo a difenderci e che difficilmente trova dei colpevoli.
Non ci resta che inseguire le fiamme prima che travolgano le nostre case, le nostre vite.

Dobbiamo colpire gli interessi criminali che sono evidenti a tutti, dobbiamo impedire che bruciare la nostra terra diventi un affare.
Ora mi scorrono le immagini di ieri notte a Cefalù, strade interrotte, focolai ancora accesi. L’odore acre è nell’aria le case sono andate a fuoco, la paura e la rabbia.

Le attività commerciali, sopratutto quelle sulle spiagge di Cefalù distrutte. Le infrastrutture cittadine danneggiate seriamente. Sullo sfondo il coraggio dei siciliani, la generosità dei soccorritori.

Ma è possibile, che in una Regione dove il fuoco ormai è una tragedia, non certo occasionale, non ci sia un piano antincendio serio?

Non è più accettabile, io non intendo più tacere.

Oggi iniziamo con una riunione in Prefettura, si lavorerà per la stima dei danni e per soluzioni immediate e convincenti.

#CoraggioCefalù

Sto ricevendo le telefonate dei cittadini di Cefalù. Sono in viaggio verso la Sicilia per dare il mio contributo. È il momento dell’unità e della responsabilità, poi verrà quello dell’accertamento di eventuali colpe. La mancanza di un piano antincendio una follia contro il territorio. Ho vissuto nel ’99, da Sindaco di Cefalù, una emergenza simile: so cosa si prova… Coraggio Cefalù!