ENI, SICILIA STRATEGICA. ACCORDO CONTRIBUTO A OCCUPAZIONE E RILANCIO AREA

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“L’esito positivo della vertenza su Eni Gela, che ha evitato la chiusura di un sito importante che avrebbe avuto gravi ricadute occupazionali sul territorio, apre ora scenari significativi che potranno contribuire al rilancio dell’area. A questo risultato si è giunti grazie all’impegno ed al ruolo di mediazione del Ministero dello Sviluppo economico ed in particolare del ministro Guidi, che è riuscita ad ottenere un accordo tra Azienda e rappresentanze sindacali anche quando ormai sembrava tutto perduto. La raffineria di Gela deve continuare a vivere, e deve evolvere sia nella direzione della raffinazione verde, sia in quella altrettanto importante di terminale di raccolta, trattamento e raffinazione delle importanti produzioni di idrocarburi locali, da tempo presenti sul territorio siciliano e con un grande potenziale di sviluppo. Uno sviluppo che risponde alle esigenze di produzione nazionale indicate dalla Strategia Energetica Nazionale, ma che prima di tutto deve  garantire lo sviluppo della Sicilia e l’occupazione ai siciliani. E’ un segnale importante che mandiamo al Paese ed alla Sicilia intera, in un momento in cui i dati economici continuano a restituirci un’immagine di un’Italia in difficoltà. Questo governo sta facendo tanto per rilanciare la nostra economia, chiedendo maggiore flessibilità all’Ue e predisponendo un programma coraggioso di riforme. A questo processo di crescita il Nuovo Centrodestra sta dando un contributo decisivo, sia in termini di sostegno alla maggioranza, come dimostra il dibattito di questi giorni in Senato sulle riforme, e sia riguardo i contenuti dalla riforma del lavoro, a quella della giustizia e del fisco. L’accordo di oggi quindi è significativo della volontà e dell’impegno che questo governo ha preso con gli italiani, le famiglie e le imprese per far tornare a crescere la nostra economia”. Lo dice il sottosegretario allo Sviluppo economico, senatrice del Nuovo Centrodestra, Simona Vicari.

 

Fisco. Impegno Ncd per riduzione

 

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“Il rilancio della nostra economia non puó prescindere dalla riduzione della pressione fiscale. Ed in questo senso l’appello del presidente di Confcommercio Sangalli é condivisibile ed apprezzabile. Il Nuovo Centrodestra ha presentato una sua proposta per un’aliquota unica al 20 per cento e calcolata in base al nucleo familiare. É una nostra battaglia che intendiamo portare avanti, perché se non si liberano i cittadini e le imprese dalla zavorra fiscale é impensabile invertire la rotta. Crescita che si devi coniugare anche con una maggiore flessibilitá sui parametri economici in Europa, in particolare quello sul rapporto defici-pil, rispetto al quale continuo a ritenere che il calcolo sugli investimenti produttivi dovrebbe essere escluso. Una battaglia per la flessibilitá che il presidente del Consiglio sta portando avanti e che adesso il nostro Paese deve vincere, anche grazie all’impegno ad avviare un ampio progetto di riforme”. Lo ha dichiarato il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice del Nuovo Centrodestra Simona Vicari.

POS. VICARI, COMMISSIONI BANCARIE A CARICO DELLE BANCHE

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“L’Italia deve incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, colmando il ritardo accumulato rispetto agli altri Paesi europei, dove i pagamenti con carte di debito e credito hanno una diffusione molto più ampia. Ma soprattutto perchè rispetto alla moneta cartacea quella elettronica ha costi più contenuti, e può contribuire al rilancio ed alla crescita della nostra economia. A tuttoggi c’è l’obbligo nei confronti degli esercizi commerciali di accettare pagamenti con moneta elettronica per acquisti superiori ai 30 euro. Obbligo per il quale, comunque, non è prevista alcuna sanzione. Il prossimo passo deve essere quello di intervenire sugli oneri a carico di imprese, commercianti e professionisti, riducendo i costi legati all’installazione, all’utilizzo dei Pos e alle stesse commissioni bancarie. Infatti gli alti costi di coloro che decidono di accettare pagamenti con carte di debito e credito in alcuni casi azzerano di fatto i guadagni, creando quindi grossi ostacoli alla diffusione della moneta elettronica. Basti pensare al grido d’allarme di organizzazioni come Assopetroli e Fit, che hanno già denunciato l’azzeramento dei ricavi. Un allarme che non può rimanere inascoltato. E’ necessario perciò che gli Istituti bancari rivedano i costi delle commissioni a carico delle imprese che decidono di utilizzare la moneta elettronica, azzerandoli o riducendoli in maniera sensibile. Una scelta che se nel breve periodo aiuterebbe la diffusione dei pagamenti elettronici, nel lungo consentirebbe al settore bancario di beneficiare dei vantaggi di una maggiore circolazione della moneta elettronica. Vantaggi che sono superiori alla moneta cartacea, che invece presenta costi di gran lunga più alti per le banche stesse”. Lo dichiara il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice del Nuovo Centrodestra Simona Vicari

ENI. INCONTRO CON SOTTOSEGRETARIO VICARI PER PROGETTI SFRUTTAMENTO IN SICILIA E CANALE DI SICILIA

Si è svolto oggi al Ministero dello Sviluppo economico l’incontro tra il Sottosegretario Vicari ed il dott. Tannoia Direttore ricerca e produzione  idrocarburi delle attività Europa-Italia di ENI, per esaminare il programma dei progetti di sviluppo in terraferma siciliana e nel Canale di Sicilia. In particolare è stato esaminato il grande progetto di produzione di gas di ARGO, a distanza di circa 13 miglia dalla costa, che fornirà a breve circa il 20 per cento della produzione nazionale di gas.

Il progetto si svilupperà quasi esclusivamente sotto il livello del mare e con tecnologie all’avanguardia, connettendosi alle infrastrutture già esistenti, minimizzando così ulteriormente l’impatto ambientale. La realizzazione di questo programma consentirà  il rilancio di tutte le attività dell’intero settore idrocarburi in Sicilia, con importanti ricadute sull’occupazione. Infatti, il piano presentato complessivamente prevede investimenti per oltre un miliardo ed ottocentomilioni di  euro con importanti ricadute occupazionali stimate in oltre tremila posti di lavoro per i prossimi tre anni, mille dei quali direttamente sul territorio siciliano. Si tratta del più importante piano finanziato con capitali esclusivamente privati in Italia in questo momento.

 

Camere di Commercio riforma no rottamazione.

L’emendamento approvato oggi in Commissione Affari Costituzionali della Camera sul decreto riforma della PA stabilisce che il taglio dei diritti dovuti dalle imprese alle Camere di Commercio sarà graduale dal 35% al 50%, spalmato lungo il triennio 2015-2017, rispetto al taglio unico del 50% previsto nella versione iniziale del Decreto e della gradazione biennale ipotizzata durante i lavori.

E’ quanto avevo auspicato e soprattutto risponde a quel progetto di riforma del sistema camerale che non  può fermarsi alla riduzione del diritto annuale ma richiede un’ineludibile razionalizzazione e semplificazione del settore così come stabilito nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri nella consapevolezza, che va realizzata una trasformazione e non una rottamazione.

 Lo dichiara il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatrice del Nuovo Centrodestra Simona Vicari.