LIBERALIZZAZIONI: VICARI (PDL), DA FEDERFARMA OSSERVAZIONI CONDIVISIBILI
02 febbraio 2012

“Le farmacie in Italia costituiscono una forma di presidio sanitario e per questo è condivisibile l’idea di agire per potenziare il servizio. Allo stesso tempo le osservazioni presentate da Federfarma questa mattina sul decreto liberalizzazioni sono assolutamente condivisibili. Infatti il potenziamento della rete delle farmacie deve avvenire senza mettere in difficoltà la funzionalità sul territorio del servizio farmaceutico. Va bene migliorare il servizio ma purchè questo migliori realmente. Così come la decisione di istituire il Fondo di solidità nazionale per l’assistenza farmaceutica nei comuni con meno di 1000 abitanti risulta poco sostenibile, perché farebbe gravare sui farmacisti privati il costo del mantenimento delle stesse farmacie. Meglio sarebbe riportare la competenza alle singole regioni, sgravando così il settore di un peso notevole. Per questo terremo in considerazioni le valutazioni fatte da Federfarma, intervenendo sul decreto al fine di renderlo aderente a quelli che sono gli interessi dei cittadini e dei consumatori. Il decreto deve colpire i potentati, le sacche di privilegio e le inefficienze che si traducono in un aumento dei costi e delle spese per gli utenti”. Lo ha dichiarato la senatrice Simona Vicari, relatrice del decreto legge sulle liberalizzazioni.










scusate, ignoro cosa sia un potentato, le sacche di privilegio…sono forse, giusto per fare un esempio, l’impossibilità di svolgere la libera attività privata di farmacista? o forse il passaggio per ereditarietà delle farmacie? perchè io figlio di un dirigente di banca non posso allora continuare a fare il dirigente di banca come mio padre?! …ma
Gentile Onorevole Vicari,
le scrivo perchè vorrei porre la sua attenzione su un fatto che riguarda il concorso per le eventuali nuove sedi farmaceutiche, in paticolare mi chiedo se state pensando a qualcosa per evitare che chi ha già una farmacia ne vinca una seconda ? Da quello che ho letto il concorso sarebbe vietato solo ai titolari di farmacia ma non ai loro parenti ma come forse saprà molti titolari hanno moglie/marito e figli farmacisti ! Nulla sarebbe così triste per me che vedere chi ha già una farmacia averne un altra gratuitamente !
Grazie per l’attenzione
scusi vorrei sapere cosa significa potenziamento della rete delle farmacie senza mettere in difficoltà la funzionalità sul territorio del servizio farmaceutico?non crede che dando la possibilita’di aumentare in modo controllato le farmacie aperte al pubblico il servizio farmaceutico possa migliorare,certo il fatturato delle farmacie esistenti dovrebbe calare ma non credo che lei esponente del popolo delle liberta’ voglia difendere rendite di posizioni….Io sono un farmacista di 47anni e dopo 20 anni di collaborazione da Giugno 2011 sono disoccupato perche’ gli eredi del Farmacista,mio datore di lavoro,hanno ritenuto superflua e troppa onerosa la mia collaborazione…non avendo la possibilta’ economica di acquistare una Farmacia (sicuramente conoscera’ il valore di mercato di una farmacia) non crede sia piu’ giusto poter accedere alla libera attivita’ per merito per esperienza e per capacita’ di fare impresa piuttosto che per ereditarieta’……
Se i farmacisti titolari non fossero stati ingordi non avrebbero visto il deprezzamento delle loro attività. Sarebbe stato opportuno valutare la creazione di farmacie non convenzionate e convenzionate. Se vogliono il farmaco in farmacia:1)si tengano 5000 farmacie in più; 2) eliminino dalle farmacie tutto ciò che non è farmaco, comprese le raccolte punti;3) non facciano finta di non sapere che i colleghi titolari che hanno aperto parafarmacie le utilizzano come II farmacia;4)si riveda la contribuzione ENPAF, perché non è ammissibile che i farmacisti titolari di parafarmacia paghino la stessa contribuzione non avendo gli stessi introiti dei titolari.
Non adducano, i colleghi titolari, sciocche scuse riguardo l’incapacità dei titolari di parafarmacia di gestire il farmaco perché, se i NAS facessero un giretto nelle farmacie, scoprirebbero che le situazioni documentate dalla trasmissione “Le iene” non sono rare, bensì molto frequenti. Dovrebbero, i titolari, smettere di dare in comodato d’uso gli studi di loro proprietà ai medici, di base e non;smettere di richiedere on line ai medici le prescrizioni dei farmaci che anticipano ai pazienti, anche quando non sono urgenti. Se poi, come politici, vi fa comodo continuare ad avere i soldini di federfarma, continuate così, ma, state pur certi, alle prossime elezioni noi e le nostre famiglie voteremo e certamente non per voi e, ricordo, noi siamo più dei titolari. Buona giornata.
Come tanti ritengo che Lei faccia tanti giri di parole per mantenere o cambiare il meno possibile la situazione di una casta vera e propria con privilegi che nella vita normale di ogni professionista e solo che desiderabile. Tutti sono chiamati a fare sacrifici e lo pretendiamo da tutti, anche da farmacisti come da altre professioni. Chi non se ne rende conto avrà la conferma alle prossimi elezioni e questa volta nessuno si illuda, saranno gli Italiani a scegliere e non più le lobby. Per quanto riguarda i farmacisti sono altro che un punto di vendita specializzato e basta, chi decide le cure sono i medici. Chi difende il loro status quo avrà la conferma di ciò che affermo alle prossime elezioni e anche in forma di protesta prima. Difendere le farmacie oggi vuole dire che chi succederà a questo governo avrà il mandato per liberalizzarle del tutto, come sarebbe giusto e come avviene in altri paesi come la Germania dove non mi sembra che funzioni poi cosi male. Ne tenga conto
senatore un commento…grazie
Stiamo esaminando un decreto legge. La vostra categoria (quella dlle parafarmacie) è stata ascoltata ieri e lavoreremo affinchè governo, parlamento, parafarmacie ma SOPRATTUTTO i cittadini ne traggano il maggior beneficio possibile. Vi invito con serenità ad evitare di attribuire a chicchessia volontà sabotatorie nei confronti di alcuno e men che meno di categorie intere. Non è con lo scontro che si creano i presupposti per un risultato degno di nota
La Fegica cisl Sicilia, auspica, che la senatrice Vicari, dia una testimonianza di attaccamento alla sua terra d’origine accogliendo in commissione al senato le istanze dei gestori degli impianti di carburante, che solo in Sicilia raccoglie tra gestori e indotto circa 15000 persone in ansia sul proprio futuro per il mantenimento del posto di lavoro.
Gentile Senatrice,
apprezzo molto la sua inizizativa. Mi fa sentire che si vive ancora in un Paese democratico dove sono importanti i pareri di tutti.
Sona una farmacista, ho alle spalle 27 anni di un lavoro che mi piace e mi ha sempre gratificato. Ho aperto nel 2006 una parafarmacia perchè convinta che finalmente ci sarebbbe stata prima o poi una apertura del canale. Io vorrei svolgere il mio lavoro di farmacista al 100 per cento e quindi avere la responsabilità, l’onere e l’onore di poter dispensare tutti i farmaci. A me però non è permesso. Oggi questo è permesso solo ad una piccolisima parte dei titolati (titolati dal titolo di studio) a farlo. Questo non è giusto perchè chiunque laureato ed abilitato nella propria professione può esercitarla liberamente (avvocati, medici, biologi, ingegneri, architetti etc…)tranne che il farmacista. Perchè (erroneamente e non voglio dire furbescamente)le farmacie sono contingentate dalla cosidetta Pianta organica. In realtà è giusto che molte piccole realtà, piccoli paesi di ogni regione in tutto il Paese devono poter avere la certezza di avere una farmacia dove trovare i farmaci che necessitano ai cittadini. Ma questo sarbbe possibile prevedendo un numero minimo di Farmacie e non un numero massimo eciò permetterebbe che si realizzerebbe la condizione importantissima di non lasciare piccoli centri senza questo importante presidio. Le leggi che regolamentano il settore e che contingentano le Farmacie sono datate 1931!!!!!!!!!! Oggi c’è la coscienza e la necessità di cambiare tale legge limitativa della libertà di esercizio di un professionista che lo Stato ha leggittimato con la laurea e l’abilitazione. Bisogna assulutamente aggiornare le leggi ai tempi, che vedono laureati ad oggi 80.000 professionisti a fronte di 17.000 Farmacie su tutto il territorio nazionale e modificare la Pianta Organica nel senso di prevedere un numero minimo e non massimo di farmacie. Ciò a beneficio anche della popolazione che non potrà che averne vantaggi. Se le 17.000 Farmaciie oggi esistenti dovranno in qualche modo dividere i loro fatturati con altri colleghi con uguali diritti e titoli di studio, se ne avvantaggierà la società che vedrà migliorare ancor di più la professionalità di chi oggi è monopolista perchè in un regime di concorrenza le migliori professionalità saranno esaltate a vantaggio della collettività, sia in termini di valori etici che in termini economici. Certa che vorrà anche tenere in conto questo punto di vista, la saluto cordialmente e le invio i sensi della mia stima anche per l’iniziativa intelligente e sensibile che ha voluto intraprendere. Come sempre le donne mostrano di avere una marcia in più e un senso civico maggiore. Un augurio di buon lavoro.
Francesca Di Prima
Ill.ma Senatrice Vicari, Lei e i suoi colleghi senatori della 10ª Commissione permanente del senato, non dovete farvi abbindolare dalle false e penose scuse di FEDERFARMA. Il loro vero obbiettivo non è difendere la rete delle farmacie bensì i loro interessi economici!! Con il potenziamento equilibrato delle farmacie si avranno solo dei benefici per tutti, tranne che per loro perchè gli introiti delle farmacie andranno a diminuire(ma non chissà quanto). Basti pensare a realtà come Reggio Calabria dove la pianta organica delle farmacie non viene aggiornata da oltre 20 anni e ci sono tantissime città dove vige una medesima situazione. Non vedo nulla di strano se in questi comuni dovessero aprire 10 farmacie, invece lor signori titolari gridano allo scandalo, alla distruzione del sistema e chi più ne ha più ne metta… CHE NON CI FACCIANO RIDERE!!!!! E voi legislatori, diffidate dalle loro lamentele e manfrine!! Ringraziandola per lo spazio concesso, Le porgo cordiami saluti. Antonio
Gentilissima Senatrice
Buonasera
Mi ha meravigliato molto la sua intervista rilasciata al farmacista online
Nella quale ha espresso soddisfazione per le proposte che Ferderfarma le ha fatto in commisione(federfarma rappresenta solo una minoranza di iscritti ai vari ordini provinciali,) proposte che alla fine a mio. Modesto avviso hanno un solo obbiettivo alzare il quorum abitanti/farmacie previsto dal decreto varato dal governo monti ,in modo tale da mantenere lo stato che e’ ciò un sistema arcaico e chiuso in cui si accede alla titolarta’ o se figli di farmacisti o se si hanno immensi capitali economici da investire, bene quindi ha fatto il governo a stabilir un quorum di 3000 abitanti/farmacia che permetterà a tutti gli abilitati se preparati a d accedere e vincere una sede farmaceutica, e credo che sicuramente anche con un quorum di 3000 abitanti/farmacia i titolari risulterebbero ancora tra i redditi piu’ alti tra le categorie , confido in lei sia come giovane senatrice , che come iscritta ha un ordine professionale di mantenere il quorum abitanti/ farmacia così come previsto dal decreto ,e così facendo tutto il PDL dimostrerebbe di essere un partito aperto e liberale, altrimenti in caso contrario apparirebbe come un partito chiudo e conservatore ,
Con fiducia
Salvatore Greco
Leggo un decreto che, caso della farmacia, è solo sciagurato e leggo rigurgiti di veterocomunismo in chi si scandalizza per l’ereditarietà della farmacia.
Mio padre la farmacia l’ha acquistata, non l’ha avuta in dono!
Nel 1949, orfano di entrambi i genitori, si è sobbarcato un impegno economico che l’ha segnato per una vita. Oggi io, suo figlio, sono titolare in un comune agricolo di 8500 abitanti dove ci sono 2 farmacie. Queste due farmacie consentono di vivere bene , di dare reddito ad altre 8 famiglie e di offrire un servizio di assistenza farmaceutica al mio comune che è eccellente (senza essere immodesto, ma è così e sfido chiunque a dimostrare il contrario).
Domani, con il quorum a 3000, verrà aperta una terza farmacia che rappresenta un vero e proprio esproprio proletario. Da due farmacie medie e valide, a parità di mercato, ne verranno fuori 3 piccole e deboli.
Deboli nella loro capacità economica complessiva e nella loro capacità di reddito a cui, ve lo ricordo, consegue il pagamento di quelle tasse che altre categorie non pagano.
Con l’aumento del 40% delle sedi il sistema economico collasserà irrimediabilmente.
Sanate le situazioni aberrate che ci sono attraverso aperture ragionate di nuove farmacie e non secondo la devastante logica di un quorum che “sovietizzerà” tutte le farmacie, esistenti e di nuova apertura.
Fermate questo scempio irragionevole e crudele.
Gentile Senatrice,
le giuste regole di liberalizzazione del settore Farmacie sono:
La dispensazione del medicinale deve avvenire sotto la cura e la responsabilità di un farmacista abilitato,mentre finora il rapporto tra farmacista e distribuzione del farmaco, ha “legato” il farmaco alla farmacia. Oggi, quello che si rileva, ai fini del presidio della salute, è che sia un professionista abilitato a dispensare il farmaco, all’interno di ogni ambiente in cui sia possibile la conservazione in sicurezza dei prodotti.
Quindi non ha senso il contingentamento numerico delle farmacie, ovvero la cosiddetta “pianta organica. Ciò che conta ai fini della salute del cittadino è che il farmaco, a qualunque fascia esso appartenga, sia dispensato da un farmacista laureato ed abilitato. Ergo, l’Italia deve, andando nel senso che è utile al cittadino ed al professionista;
1)eliminare la pianta organica (per la liberalizzazione dell’apertura delle farmacie da parte di ciascun professionista abilitato);
2) mettere il divieto di incorporation (per non permettere il ricorso alla forma della società di capitali, limitando il ruolo della proprietà da quello del professionista abilitato ad assumere la responsabilità di conduzione);
3) mettere limiti alla multititolarità (non per permettere la creazione di catene di farmacie, soprattutto da parte di società di capitali che hanno i mezzi adatti per sfruttare economie di scale con il solo scopo di limitare l’efficienza della distribuzione al dettaglio).
Cordiali Saluti
Gentile Senatrice,
le giuste regole di liberalizzazione del settore Farmacie:
La dispensazione del medicinale deve avvenire sotto la cura e la responsabilità di un farmacista abilitato,mentre finora il rapporto tra farmacista e distribuzione del farmaco, ha “legato” il farmaco alla farmacia. Oggi, quello che si rileva, ai fini del presidio della salute, è che sia un professionista abilitato a dispensare il farmaco…, all’interno di ogni ambiente in cui sia possibile la conservazione in sicurezza dei prodotti.
Quindi non ha senso il contingentamento numerico delle farmacie, ovvero la cosiddetta “pianta organica. Ciò che conta ai fini della salute del cittadino è che il farmaco, a qualunque fascia esso appartenga, sia dispensato da un farmacista laureato ed abilitato. Ergo, l’Italia deve, andando nel senso che è utile al cittadino ed al professionista;
1)eliminare la pianta organica (per la liberalizzazione dell’apertura delle farmacie da parte di ciascun professionista abilitato);
2) mettere il divieto di incorporation (per non permettere il ricorso alla forma della società di capitali, limitando il ruolo della proprietà da quello del professionista abilitato ad assumere la responsabilità di conduzione);
3) mettere limiti alla multititolarità (non per permettere la creazione di catene di farmacie, soprattutto da parte di società di capitali che hanno i mezzi adatti per sfruttare economie di scale con il solo scopo di limitare l’efficienza della distribuzione al dettaglio).
Cordiali Saluti
Gentilissima senatrici
Approfitto della sua ospitalità per fare alcune riflessioni tra le quali ,
1) due farmacie per 8500 abitanti sono giuste?
Credo proprio di no in quanto anche una terza farmacia significherebbe
Operare su una media di 2850 circa per farmacia , non essendo titolare di farmacia. Chiedo
2) con 2850 abitanti che tipo di reddito si avrebbe? Credo piu’ che sufficiente per farà una vita agiatissima , e al riguardo mi piacerebbe essere smentito
3) che valore commerciale ha una farmacia che fattura su un
Utenza di 2850 abitanti ? Credo altissimo ,perché rende di conseguenza tanto
4)un giovane laureato e abilitato che eventualmente con sacrifici , vorrebbe comprare una licenza per una farmacia che operi su 2850 abitanti, pur volendo sacrificare per una vita come farebbe ad acquistare se proviene da una famiglia modesta?credo che la potrebbe acquistare solo chi proviene da una famiglia ricca e di conseguenza requisiti per le credenzialita’ bancarie
Gentilissima senatrice la invito a verificare se una farmacia che operi anche su 2500 abitanti abbia dei redditi normali o dei redditi molto al di sopra di tutte le altre categorie (credo che la seconda ipotesi si la più probbabile)
Ben venga il quorum ( di 3000 abitanti/ farmacia) previsto dal governo
Il quale da la possibilità Sia a chi e’ non figlio di farmacista ,e ha chie e figlio di farmacista di partecipare ai concorsi e chi meritevole di vincerli
Alzare il quorum come vorrebbero i titolari di farmacie( 16000 titolari ,a confronto di 7000 non titolari)significherebbe mantenere lo stato che e’ ciò un sistema chiuso e arcaico ,fatto di sacche di privilegio , e nel quale i pochi fortunati manterrebbero dei redditi che recentemente la stampa li ha posti al secondo posto solo dopo i notai
Mi permetto di fare un ultima considerazione: sono sicurissimo che tra i 7000 non titolari moltissimi non sono filo comunisti( ma esiste ancora il comunismo?) ma che esprimono il voto verso un partito aperto e liberale quale il PDL ,ed e per questo motivo ( essendo lei un esponente di tale partito) che confido nelle sue valutazioni ,che sicuramente saranno fatte su dati oggettivi nell’ intessere di tutti i cittadini
Complimenti per tutto il suo curriculum politico e le auguro di occupare ancora posizioni sempre piu’ di prestigio
Cordiali saluti
Salvo
garanzie per il cred
Gentilissima senatrice
Leggevo pochi minuti fa il parere della commissione igiene e sanita’
Che come volevasi dimostrare propone un innalzamento del quorum
A 3500 abitanti, tutto ciò per mantenere lo stato attuale dei privilegiati
E aprire queste discussioni , (anche se la ringrazio per lo spazio che ci concede, ) quando le vere decisioni le prendono le lobby, ma una cosa e certa i cittadini si allontaneranno sempre piu’ dalla politica e in particolar modo dai partiti che si professano liberali , ma non sono altro che conservatori , ai cittadini non rimane che l’ arma del voto , e mi auguro che puniranno i partiti che difendono le lobby, un plauso al ministro balduzzi che ha ribadito in commissione che il numero di farmacie nuove deve essere di 5000, se gentilmente può, darmi una risposta e soprattutto dirmi quale forza politica ha proposto l’ innalzamento del quorum
Sicuro di una risposta
Cordiali saluti
Salvatore
caro Raffaello titolare della farmacia acquistata da tuo padre nel 1949,credi che tuo padre dagli anni 70 in poi avrebbe potuto acquistare una Farmacia anche indebitandosi per tutta la vita?caro Raffaello il fatturato di due farmacie in un comune di 8500 abitanti e identico o una delle due farmacie si trova fortunatamente piu’vicina a studi medici,applica piu’ sconti e quindi abbiamo una farmacia grande e forte ed una farmacia media e valida.Il problema di tutti i titolari e’ la riduzione del fatturato quindi non nascondetevi dietro la professionalita’ come salvaguardia del servizio farmaceutico.Riduzione del fatturato sempre da quantificare ma non credo tale da portarvi al collasso economico…….dimenticavo Tuo Padre la farmacia l’ha acquistata Tu l’hai ricevuta in dono.
gentilissima senatrice
volevo proporle alcune mie riflessioni relative al decreto: il quorum già non ha senso che esista perchè tutti i laureati in farmacia hanno le stesse competenze, quindi se ci deve essere deve essere il più liberale possibile ovvero è accettabile quello del decreto e non si provi a toccarlo. è giusto l’obbligo di assumere un certo numero di farmacisti collaboratori in relazione al fatturato, che forse è il punto principale che molti non hanno considerato, visto che il 90% delle farmacie piuttosto che un farmacista assumono un magazziniere che fa tutto tranne che il magazziniere! il concorso deve essere per esami e titoli, ma soprattutto per esami! come può un neolaureato o un farmacista part-time avere titoli da sommare al suo esame? bisogna rivedere i punteggi per le graduatorie dando più importanza all’esame che ai titoli perchè senò i parenti di farmacisti già titolari non avrebbero difficoltà a superare l’attuale esame delle 100 domande e con i loro titoli di lavoro presso il parente addio possibilità di vincere. il concorso lo si deve fare per assegnare tali sedi ai giovani farmacisti, magari riservando una quota a chi ha meno di 35 anni ed evitare al massimo la possibilità di far vincere chi è parente di un farmacista titolare o comunque mettere dei limiti alla titolarità anche per i parenti (attualmente è prevista solo un max di titolarità di 4 farmacie se in forma societaria), nel senso stabilire un numero massimo di titolarità di farmacie a seconda del grado di parentela. insomma rompiamo la casta e le ereditarietà, facciamo largo a nuove generazioni!
cordiali saluti
se possibile un suo parere
Caro Raffello,
non vedo come se nel tuo comune aprissero una farmacia in piú il servizio al cittadino ne risentirebbe, sarai anche molto bravo ma perché pensi che il vincitore di quella non lo possa essere ? A mio parere una farmacia in piú permetterebbe a certi abitanti di fare meno strada per comprare un farmaco e in aggiunta al posto di dare da mangiare a 8 famiglie magari ce ne sará per 10 ! Comunque se lei é cosi bravo non avrà nulla da temere e manterrà tutti i clienti senza perdere un euro !
Credo che la tua unica paura sia di perdere il tuo privilegio di casta e di conseguenza di fatturato, cosa perfettamente comprensibile ma per tutte le altre attività commerciali funziona cosí !
Detto questo nel 1949 le farmacie le potevi ancora aprire dal nulla e se la volevi rilevare il prezzo non era cosí elevato come ora e i guadagni erano cosí alti che il duro sacrificio veniva ripagato in 5 anni massimo.
Arrivederci
Cari tutti, io comprendo la difficoltà di immaginare che laddove ce ne siano due, possa esserci anche la terza farmacia. Esiste però un rapporto di sostenibilità economica (il quorum reale e non quello teorico) che rasenta la crisi quando questa dovesse abbassarsi oltre certi limiti.
Una dieta sana, ragionata e soprattutto equilibrata è in grado di migliorare nel complesso il fisico; un digiuno drastico invece lo mina irrimediabilmente!
Il quorum a 3000 (teorico) diventa di 2568 abitanti (reale). Non è un caso che la Francia (quorum reale a 2849 abitanti) stia incentivando la fusione delle farmacie. In Francia il modello socio-economico della farmacia è andato in crisi; lo stato non riesce più a garantirsi quel livello di servizio sociale che è richiesto alla farmacia.
Ora l’Italia cosa fa? Porta questo quorum reale dalla media europea attuale (per l’Italia oggi è di 3374 abitanti, mentre la media europea è di 3323) ad una media propria di paesi dove l’assistenza farmaceutica è ben lontana dall’essere un esempio.
Io, sempre in quel paesino di 8500 abitanti dove questo scellerato decreto vuole aprire la terza farmacia, sono di reperibilità notturne per 183 giorni l’anno ed il 50% dei miei giorni festivi li passo in farmacia a lavorare e pagando i dipendenti come lavoro festivo E di domenica si incassano (incassano, non guadagnano) 1500€.
Ma si procede sia perché credo che il cittadino debba avere accesso al farmaco 24 ore al giorno, festivi compresi, sia perchè nel complesso il sistema si sostiene economicamente.
Sottolineo inoltre che il 1949 non coincide con il periodo giolittiano, durante il quale le farmacie potevano essere aperte liberamente anche da non farmacisti, come raccontato in un post.
E sottolineo ancora che a parità di mercato (la spesa farmaceutica rimane costante o addirittura scende) è improbabile che da 8 famiglie ce ne possano vivere 10. O meglio le 10 potenziali famiglie, ipotizzando di dividere lo stesso reddito, saranno certamente più povere. Certo, in un’ottica di gestione di regime questo è proprio l’ideale!
L’ultima cosa che ricordo è che l’Italia è stracolma di farmacie dove i farmacisti fanno il loro dovere con dedizione e nel pieno rispetto delle norme che, nel nostro caso, sono molto severe. Non è possibile assistere ad una diffamazione costante e continua di questa professione grazie al fatto che l’unica farmacia che viene raccontata è quella di Novi o quella dove questo fantomatico “magazziniere” svolge il lavoro al posto del farmacista.
Crescita sì, ma non stravolgimento illogico e punitivo di una categoria storicamente vicina ad una parte politica.
raffaello facevi meglio a stare zitto…….hai detto solo c……..
ciao Raffaello non ti offendere ….la casta vi difende bene avete una forza che forse neanche tu immagini…….una domanda quanti farmacisti lavorano nella tua farmacia e quanti magazzinieri ?
Io, il Pci, Bersani e la moglie farmacista. Perchè le proposte Pd sulle farmacie sono sbagliate | SI ACCENDONO I COMMENTI PARTECIPA ANCHE TU ALLA DISCUSSIONE: http://quellichelafarmacia.com/2559/io-il-pci-bersani-e-la-moglie-farmacista-perche-le-proposte-pd-sulle-farmacie-sono-sbagliate/
Gentilissima Senatrce Vicari
Puo’ gentilmente dare una risposta ai 19 commenti su scritti
Grazie e cordiali saluti
Salvo
Lo farò non appena avrò il tempo di leggerli tutti. Essendo io personalmente che leggo e rispondo ho bisogno di un’ora di libertà e di questi tempi non è facile.
Saluti
caro Raffaello aprendo la terza farmacia sarai di reperibilta’ notturna solo per 120 giorni e passerai solo il 33 per cento dei giorni festivi (io ho lavorato come farmacista guadagnando non incassando 100 e lordi)così potrai riposarti maggiormente.se poi vuoi incontrare i fantomatici magazzinieri contattami facciamo un giro insieme nelle farmacie,dediti a dispensare i farmaci,della mia citta’ e ne vedrai in quantita’ industriale…..ciao
ovviamente dediti a dispensare i farmaci e’ riferito ai fantomatici magazzinieri…figurati che i clienti spesso li chiamano dottori….
Caro Claudio, io non sono depositario della verità e quindi probabilmente dico solo c….. al contrario suo.
Le giuro che la prossima volta le chiedo il permesso prima di scrivere ed in ultimo rispondo alla sue due domande. Nella mia farmacia lavorano 3 farmacisti, me compreso, ed un magazziniere ed il fatturato delle due farmacie è sostanzialmente uguale, non essendoci i termini (abitanti, censo e numero di medici presenti nel comune) per creare particolari differenze. La invito a riflettere sulla farmacia in generale e non su quella dove lei ha vissuto la sua esperienza lavorativa. Personalmente vivo l’esperienza di una cooperativa di distribuzione farmaceutica che associa oltre 300 farmacie e le posso assicurare che la farmacia che racconto è quella prevalente. Lei invece, come gran parte di chi commenta per un desiderio di riscatto e per partito preso, racconta una farmacia che è un’eccezione ed avvalla misure draconiane che penalizzano quel tessuto sano che è invece la norma.
Senatrice se le fosse possibile noi della redazione di quellichelafarmacia.com (Sito letto ogni giorno da oltre 2000 farmacisti) vorremmo se possibile un suo commento da condividere con i colleghi. Mi può scrivere all’indirizzo che trova collegato a questo commento.
La ringrazio
Felice Guerriero
Caro Raffaello
Quato guadagna una farmacia che lavora su 2500 abitanti?
Mi permetto di pensare che guadagna benissimo e non ho timore di essere smentito
2) la media reale di cui parli e la media del pollo, nel senso che vi sono farmacie che operano in comuni di 1500-2000 abitanti, (e campano benissimo) in tali paesi non apriranno nuove farmacie previste dal decreto, e farmacie che lavorano con 4250 abitanti come il tuo caso
, mi permetto di chiederti come si campa con questo rapporto di abitanti
Ma pensi che balduzzi ,catricalla’ ,passera , non sappiano queste cose
E ti ricordo che le farmacie apriranno nei centri abitativi consistenti (la legge considera la farmaciaurbana sopra i 5000 abitanti e mi sembra che e’ il tuo caso)altro che media reale
In quanto ai partiti di riferimento abbiamo tutti letto gli emendamenti presentati , e quali partiti hanno proposto l’ innalzamento del quorum
E ai me li ha proposti il partito che ho votato in quanto si diceva liberale
Ma si sta dimostrando conservatore
Si provi a fare un sondaggio sugli 80000 iscritti ai vari ordini provinciali
Secondo me finirebbe così: 17000(titolari) voterebbero per l’innalzamento del quorum a 3500, mentre 67000 voterebbe per un quorum di una farmacia ogni 3000 abitanti
Quindi ben venga il quorum di 3000 abitanti per farmacia in quanto aprirebbe il mercato, e darebbe equità professionale a tutti i non titolari, che hanno gli stessi requisiti dei titolari
Mi permetto di porti un ‘ altro quesito : perché una farmacia che lavora anche su 2500 abitanti quando viene venduta costa tantissimo?
Grazie alla Senatrice Vicari che ci concede questo spazio
E spero che ci risponda prima che gli emendamenti vengano valutati
E approvati
Salvo
Salvo
Quindi parlare di media r
caro Raffaello puoi continuare a scrivere tranquillamente senza il mio permesso ovviamente mi scuso se ti sei sentito offeso dal mio post.io non commento per desiderio di riscatto ma per desiderio di equita’ …mi racconti la farmacia prevalente che io evidentemente non conosco,mi racconti l’equità del servizio farmaceutico così strutturato,mi parli
dei titolari che rispettano i colleghi non titolari mi parli della farmacia al servizio del cittadino,mi parli della farmacia baluardo del Ssn anche quando nevica,mi parli della missione di essere farmacista titolare e diciamo insieme basta alla campagna di stampa che vuole mettere in cattiva luce la farmacia (i finti scandali tipo trasmissione delle iene,vendita di farmaci senza ricetta ,magazzinieri che fanno i farmacisti )basta basta perche’ tutti contro i titolari di farmacia?e’ ora di pensare anche a quelle parafarmacie che mi stanno erodendo l’1% del fatturato!Il mio partito preso e’ per la liberta’ di lavoro e d’impresa ….pero’ mi viene un dubbio la laurea di un titolare vale piu’ di quella di un farmacista collaboratore?
Nel condividere il ringraziamento per lo spazio offerto dalla Senatrice Vicari, voglio dare qualche informazione che può essere verificata presso qualsiasi commercialista che segua qualche farmacia o attingendo agli studi di settore del ministero delle finanze.
1) Il rapporto tra prezzo di vendita di una farmacia e fatturato è passato nel giro di soli 2 anni da 3 a 1,3-1,5. Una farmacia che fattura 1 milione prima ne valeva 3, mentre oggi vale 1,3 – 1,5 milioni. La marginalità della farmacia italiana, a seguito della continua riduzione della spesa farmaceutica, della imponente quota di farmaci distribuiti direttamente dalle ASL e della genericazione dei farmaci è in picchiata.
Insieme a questa è già crollato anche il suo valore di mercato.
2)Oggi la percentuale media di guadagno, al netto delle spese oscilla tra il 6% ed il 9%. Su questo importo il titolare paga poi le tasse con la percentuale che ben conosciamo. Ciò significa che una farmacia che fatturi 1,5 milioni di euro fa guadagnare, prima delle tasse, una somma che oscilla tra 90.000€ e 140.000€.
Pagate le tasse, rimane sicuramente ancora un buon reddito, che può restare tale solo a parità di mercato. Se poi le ASL sono in ritardo con i pagamenti sei letteralmente morto, in quanto la percentuale di interessi pagata alle banche assorbe o supera completamente quella derivante dal guadagno.
3)La media di fatturato della farmacia italiana si attesta intorno a 1.200.000€. Questo è un dato rilevato dal ministero delle finanze e dagli studi di settore.
Farmacia con 2500 abitanti? Io ce l’ho ben presente ed è una piccola farmacia che non riesce ad essere sempre al passo con le esigenze e le richieste che arrivano sia dalla clientela che dal servizio sanitario regionale.
Certo il suo titolare vive dignitosamente e non ha da chiedere l’elemosina, così come non la chiede il farmacista non titolare.
Oggi queste farmacie si contano in qualche migliaio delle circa 18.000; domani saranno la totalità delle farmacie italiane, comprese le nuove che apriranno con il miraggio di quei guadagni che non ci sono più da tempo.
Il parafarmacista, quello sì che è alla canna del gas, perché ha seguito il miraggio tutto “bersaniano” di ottenere un surrogato facile e a basso prezzo della farmacia.
Si è inventato una attività economica ed è rimasto orfano non del mercato, ma delle architetture “pro” grande distribuzione che lo stanno letteralmente usando come agnello sacrificale.
Da questi fatti (che non sono fantasie o luoghi comuni) si deve partire per lavorare sul sistema farmacia. Se si lavora sul sistema avendo in mente il singolo o l’eccezione non si è né liberali e né conservatori, ma solo stolti o in malafede.
Che ci sia la necessità di una evoluzione del sistema è fuori di dubbio. Che si sia la necessità di ulteriori aperture altrettanto, ma non è livellando verso il basso il sistema che si può creare ricchezza, crescita ed aumento del servizio alla popolazione.
Questo è l’aspetto che dovrebbe valutare la Commissione chiamata ad esprimersi in merito ed è ciò che mi auguro accada.
Nel condividere il ringraziamento per lo spazio offerto dalla Senatrice Vicari, vorrei dare alcune informazioni che possono essere verificate presso qualsiasi commercialista che segua qualche farmacia o attingendo agli studi di settore del ministero delle finanze.
1) Il rapporto tra prezzo di vendita di una farmacia e fatturato è passato, nel giro di appena 2 anni, da 3 a 1,3-1,5. Una farmacia che fattura 1 milione prima si valeva 3, mentre oggi vale 1,3 – 1,5 milioni. Il crollo del valore di mercato di una farmacia è dovuto alla costante riduzione del fatturato e della marginalità, conseguenti alle politiche di riduzione della spesa sanitaria, all’incremento esponenziale della distribuzione diretta dei farmaci da parte delle Asl ed alla costante genericazione dei farmaci con inevitabile riduzione dei prezzi.
2)Oggi la percentuale media di guadagno, al netto delle spese oscilla tra il 6% ed il 9%. Su questo importo il titolare paga poi le tasse con la percentuale che ben conosciamo. Ciò significa che una farmacia che fatturi 1,5 milioni di euro fa guadagnare, prima delle tasse, una somma che oscilla tra 90.000€ e 135.000€.
Pagate le tasse, rimane sicuramente ancora un buon reddito che però non mi sembra immorale. Se poi le ASL sono in ritardo con i pagamenti sei letteralmente morto, in quanto la percentuale di interessi pagata alle banche assorbe o supera quella derivante dal guadagno.
3)La media di fatturato della farmacia italiana si attesta intorno a 1.200.000€. Questo è un dato rilevato dal ministero delle finanze e dagli studi di settore. Le medie sono medie e ciò significa che ci sono farmacie che fatturano di più ed altre che fatturano meno.
Farmacia con 2500 abitanti? Io ce l’ho ben presente ed è una piccola farmacia che non riesce ad essere sempre al passo con le esigenze e le richieste che arrivano sia dalla clientela che dal servizio sanitario regionale. Una farmacia con 2500 abitanti fattura mediamente tra i 600 ed i 700 mila euro. Fate i calcoli ed arrivate al reddito del titolare.
Certo, si vive dignitosamente e non ha da chiedere l’elemosina, così come non la chiede il farmacista non titolare.
Oggi queste farmacie si contano in qualche migliaio delle circa 18.000 (il 35% è rurale); domani saranno la totalità delle farmacie italiane, comprese le nuove che apriranno con il miraggio di quei guadagni che non ci sono più da tempo.
Il parafarmacista, quello sì che è alla canna del gas, perché ha seguito il miraggio tutto “bersaniano” di ottenere un surrogato facile e a basso prezzo della farmacia.
Si è inventato una attività economica ed è rimasto orfano non del mercato, ma delle architetture “pro” grande distribuzione o franchising che lo stanno letteralmente usando come agnello sacrificale.
Dai fatti e non da fantasie o luoghi comuni si deve partire per lavorare sul sistema farmacia. Se si lavora sul sistema avendo in mente il singolo o l’eccezione non si è né liberali e né conservatori, ma solo stolti o in malafede.
Che ci sia la necessità di una evoluzione del sistema è fuori di dubbio. Che ci sia la necessità di ulteriori aperture altrettanto, ma non è livellando verso il basso il sistema che si può creare crescita, benessere ed aumento del servizio alla popolazione.
Questo è l’aspetto che dovrebbe valutare la Commissione chiamata ad esprimersi sul merito ed è ciò che mi auguro accada.
A proposito del fantomatico magazziniere..
nella farmacia del mio paesino di circa 6000 abitanti sono 10 anni e più che lavora questo scienziato, prendendo le ricette e i farmaci e DA’ PURE CONSIGLI, ormai è pratico saprà benissimo il meccanismo d’azione del principio attivo o le interazioni possibili..lui non ha bisogno della Laurea e dell’abilitazione, gli basta la TERZA MEDIA. Comunque a causa sua il titolare della farmacia non può permettersi di assumere un altro farmacista, ormai lo scienziato è uno di famiglia (naturalmente sono tutte brave persone) e quindi non mi può assumere, solo pratica magari chiendendo consigli al c.d. magazziniere! Comunque casi come questo ce ne sono a migliaia quindi magari un giorno le IENE faranno pure questo servizio sulle farmacie
ancora una volta vorrei ringraziare il dott.raffaello che ci fornisce una serie impressionante di numeri e cifre…..forse un po’ di parte,il 5-6 % del fatturato come guadagno e poi pagarci pure le tasse mi sembra non tanto reale o forse non e’ così bravo a gestire la farmacia …….e qualcosa le sfugge.Io vivo dove l’Asl paga con ritardi di 13-14 mesi ma FORTUNATAMENTE non e’ letteralmente morto neanche un farmacista….In definitiva caro Raffaello e’ duro dover rinunciare a qualcosa (soprattutto economicamente )ma dopo decenni che avete fatto il bello ed il cattivo tempo,dopo che avete chiuso ogni spiraglio al cambiamento rinchiudendovi nel vs recinto dorato sempre pronti a respingere ogni minimo tentativo di riforma (quorum proposto da Ettore novellino docet)dopo che avete accolto ogni concorso per nuove sedi (i pochissimi svolti)come un attentato alla vs indipendenza e l’apertura di una nuova farmacia con l’allegria di un funerale sarebbe bello sentirvi dire E’ ANDATA BENE PER TANTI ANNI adesso rimbocchiamoci le maniche e vediamo chi riesce a stare sul mercato…….e sarebbe bello non sentirvi piu’ dire che il sistema farmacia non va toccato perche’ dopo un’eventuale riforma non sarebbe piu’ in grado di offrire la migliore assistenza farmaceutica a tutti i cittadini……..per Daniele(autore del post precedente)di magazzinieri laureati sul campo sono piene le farmacie……solo dal dott.Raffaello invece lavorano 3 Farmacisti(dott Raffaello moglie e figlio/a ?) e solo 1 magazziniere (non al banco)………Per concludere ringrazio ancora il Dott.Raffaello per tutti i consigli che mi sta fornendo sulla gestione delle farmacie ……quasi quasi mi conviene non partecipare mai ad un concorso per nuove sedi dovessi vincerlo sarebbe un bel guaio,quasi una sventura da non augurare a nessuno……ancora peggio sarebbe investire dei soldi per comprarne una ……meglio fare il dipendente guadagni poco minori ma zero responsabilita’ ………
Caro Raffaello
Mi aiuti ha trovare farmacie che si vendono con un rapporto 1 a 3 o
1 a 5 sarei interessato in queste condizioni all’ acquisto
Mi dici quanto guadagna al netto una farmacia che lavora su 2500 abitanti ?
Ti sembrano pochi 100000 euro annui, sai quanto guadagna un collaboratore all’ anno?(a gli stessi titoli di studio tuoi)
Ma pensi che Balduzzi , Monti,Catricala’ e la senatrice Vicari non sappiano quanto guadagnino i titolari di farmacia(secondi in classifica dopo i notai)
Mi sembra che i titolari state cercando di argomentare in maniera
Demagogica ,prima utilizzando l’ argomento che se aumenta il numero di farmacie il sistema diventa meno professionale, e visto che questa e una strada non percorribbile adesso cercate di convincere le istituzioni , che i guadagni si ridurrebbero di tanto,
Ma la realtà e che si fa un grande chiasso per ottenere dalla commissione il vero obbiettivo che e dei titolari ciò alzare il quorum a 3500 ,sapendo che con questo dato si aprirebbero pochissime farmacie ,e pensandoci neanche nel tuo paese essendo di 8500 abitanti ,
Ma pensi che quando e stato varato il decreto non abbiano studiato i numeri ,e che quindi il numero ottimale per aver un mercato equo e sostenibile prevede come e giusto che sia una farmacia ogni 3000 abitanti
Mi dispiace soltanto che il partito che ho votato in quanto ideologicamente aperto e liberale la quasi totalità dei suoi senatori hanno presentato emendamenti che lo fanno apparire chiuso e conservatore, mentre altri partiti hanno presentato emendamenti che sono in linea con il decreto , varato da personalità che conoscono benissimo sia il mercato italiano che quello europeo, e da queste conoscenze che viene previsto un quorum di una farmacia ogni 3000 abitanti
Salvo
Caro Claudio, sei mosso dall’astio in gran parte delle tue considerazioni. Diventa difficile, se non inutile, argomentare qualsiasi cosa.
Se vuoi sentirti dire che hai a priori ragione dovrai scegliere altri interlocutori, magari leggermente calvi e con l’accento romagnolo.
Ti auguro di diventare quanto prima titolare così avrai modo di ripensare a tutte le ovvietà ed ai luoghi comuni che citi, riscontrandone eventualmente la veridicità.
Sarai quindi ricchissimo lavorando poco e pagando un casino di tasse, occuperai magazzinieri al posto di farmacisti e soprattutto sarai contento di dividere un mercato in flessione con il 40% di colleghi in più. Oltre a ciò sarai aperto h24 ed effettuerai più sconto sui farmaci rispetto ai colleghi che ti circondano e senza che ciò veda calare di un briciolo il livello qualitativo di servizio offerto alla popolazione in quanto, essendo farmacista, avrai ricavi illimitati e risorse indescrivibili.
A Daniele dico che dovrebbe avere il coraggio di denunciare la situazione illegale che descrive. Non è riducendo il quorum che il problema si può risolvere, ma solo facendo appello al rispetto della legalità e delle regole.
A Salvatore, auguro di continuare ad vedere la sua vita regolata integralmente, così come sta effettivamente accadendo, da Catricalà, Monti, Balduzzi & Company, ergo da Merkel e Sarkozy.
La nostra ospite, Senatrice Vicari, ha dimostrato al contrario di avere sensibilità e soprattutto raziocinio autonomo.
Il governo illuminato che citi deve spiegarmi perchè consente alle banche di continuare a ridurre la liquidità finanziaria alle aziende, farmacie comprese, nonostante i proclami fatti. C’è qualcosa che ci sfugge???
Buona fortuna a tutti noi, perchè ne avremo proprio bisogno, visto il clima di conflitto sociale che si è scatenato in Italia.
PS. le mie due dottoresse non sono imparentate e, evitandoti altri pensieri, non hanno altro tipo di rapporti con il sottoscritto.
dott Raffaello dove sei ?qui tutti attendiamo che c’illumini
dott.raffaellooooooooooooo
caro Raffaello se tu la verita’ la scambi per astio e’ davvero inutile argomentare con te…….e’ tipico dei titolari che non sanno rispondere ai quesiti contrattaccare su argomenti diversi da quelli in discussione…non sai cogliere nemmeno l’ironia nel mio post ….devi essere uno sportivo perche’.nel calcio si dice che la miglior difesa e’ l’attacco…..Se pensi che fare il titolare sia una sciagura cambia mestiere occupati di altro…..visto che tu sei il depositario della verita’ e tu solo conosci quello che sta accadendo in Italia ed in Europa scendi in campo ed affianca la senatrice ed inizia la tua battaglia contro gli “sporchi” rossi….ILLUMINA il popolo porta il tuo verbo in tutta Europa ATTENZIONE I COMUNISTI NON MANGIANO PIU’ I BAMBINI MA I TITOLARI DI FARMACIA,IMPRENDITORI SANI E DISTRUGGONO L’ECONOMIA.
PS di pelato con accento emiliano ne ricordo uno in particolare,mi pare si chiamasse Benito….e credo che sia piu’ vicino alle tue di ragioni …
Caro Claudio, io ci metto due secondi ad accontentarti. Ci è andata bene fino ad ora, ecco te l’ho detto!
Da domani mi rimbocco le maniche (ma le mie erano già rimboccate a dovere) ed aggredisco il mercato.
Stando sul mercato diventerà essenziale sopraffare il mio concorrente che dovesse avere la sfortuna di capitarmi a tiro (se non lo faccio io lo farà lui).
Sai, essendo titolare ed avendo ovviamente qualcosa da parte, posso farlo più e meglio di chi dovesse approcciare oggi (così puoi scatenarti con l’ovvietà dei luoghi comuni).
Non sarà più una rete di farmacie, ma un’arena e, scusami la franchezza, io auguro a te di essere in grado di reggerlo questo mercato.
Personalmente avevo in mente qualcosa di diverso per il sistema-farmacia italiano, ma mi rendo conto che è impossibile condividerlo con chi, come te, ragiona con lo stomaco piuttosto che con la testa.
Contenti voi, contenti tutti.
Carissimo Raffaello
Non cercare di inbunirti la gent .lissima Senatrice Vicari ,magari con la
Speranza che in commissione faccia alzare i quorum magari a 3500
E così nel tuo paese non si aprirà la terza farmacia, ricordati che chi ha
Varato il decreto ,prima ne ha valutato il vantaggio per i cittadini e poi
Ad aprire un sistema di tipo medioevale , anche perché se la commissione dovesse stravolgere il decreto farebbe la figura di difendere una corporazione E non gli interessi di tutti i cittadini
Ti ricordo che siamo in recessione ,e quindi i cittadini si aspettano uno slangio economico e mi dispiace dirtelo ,il decreto e stato fatto per crescere ,e non per difendere i privilegi
Salvo
caro Raffaello non devi preoccuparti di accontentarmi …e ti prego non augurarmi nulla perche’ il tuo augurio ricco di astio e risentimento suona come una maledizione………sono di Napoli e credo al malocchio……il mio stomaco attualmente e’ impegnato a digerire i tuoi commenti e non ha tempo per ragionare….comunque stai su’ con la vita anche stavolta avete buone possibilita’ di salvarvi ……fortunatamente (per te e non per i tuoi concittadini )nel tuo paese resteranno solo 2 farmacie e non dovrai dar fondo ai tuoi risparmi………A(i) NOI Raffaello
Claudio, la tua è effettivamente una bella verve, complimenti davvero. Comunque, come avrai capito, non dipende da me o da te se nel mio comune si aprirà o meno la terza farmacia.
E’ di ieri la proposta della creazione di una seconda tipologia di parafarmacia ad opera del ministro Balduzzi, la cui capacità e lungimiranza è stata ampiamente lodata, anche in questo blog. Da un difficoltà, piuttosto che risolverla, se ne creano due. Solo in Italia si assiste ad una cosa del genere; sembra veramente il paese dei balocchi!
Da questa liberalizzazione non c’è nessuno che esca soddisfatto; parafarmacisti, rurali, ospedalieri, dipendenti e titolari, suddivisi ulteriormente per fasce di età tra “giovani” ed “anziani”, sono tutti incavolati.
Io ho capito che siamo indistintamente vittime di disegni che ancora non comprendiamo bene fino in fondo e che veniamo messi, come pesciolini in un dito d’acqua, a dimenarci e a fare “ammuina”. Sicuramente siamo alla vigilia di una trasformazione che non potrà vedere nessuno soddisfatto se non i grandi gruppi della distribuzione sia nazionali che stranieri. Mi auguro che ci possano essere politici che non tradiscano il loro ruolo e che possano intercettare in qualche maniera questi meccanismi economici che sono destinati a stritolarci.
Condivido nuovamente con te la necessità di un cambiamento della farmacia ed un suo svecchiamento, ma che non ci veda su fronti opposti a far la guerra “conto terzi”.
caro Raffaele non mi dire che per scrivere su questo blog non hai visto la partita del napoli ?
No, non l’ho vista, ma so di essermi perso qualcosa..
Ero in farmacia dove sono rimasto fino a tardi.
Ovviamente contavo le pile dei soldi, mica lavoravo.
Contavo soldi e immaginavo di mangiare colleghi non titolari….che quelli li digerisco bene.
molto meglio guardare il napoli…….io l’ho visto e non ho neanche mangiato forse per questo stanotte ho avuto un incubo terribile: ero inseguito da zombie calvi in camice bianco,con mani e bocche insanguinate brandivano sciabole ricoperte di banconote e con il tipico accento emiliano urlavano “a chi la farmacia ? A NOI !!…
ciao Raffaele,sicuramente sei piu’ simpatico di quello che vuoi sembrare..sicuramente l’uno dovrebbe fare uno sforzo per capire le ragioni dell’altro e tutti insieme dovremmo cercare una soluzione a questa situazione terribile.Su quelli che la farmacia .com ho scritto alcune cose che si potrebbero fare,ovviamente sono solo mie considerazioni(lettera di un farmacista disoccupato)leggile se puoi e scrivimi un tuo commento
ciao claudio
Nn serve a nulla cn questi qua.Continuano a fare gli interessi delle lobbies.Fanno un passo avanti e 20 indietro.Niente plutimandato assicurativo.Ke bravi ke siete.Invece di farvi valere epensare che sono loro che hanno il potere mentre noi intermediari lo subiamo.Venga giù nel suo meridione Senatrice Vicari e vedrà ke con le assicurazioni siamo alla frutta.Buon lavoro